Fiano di Avellino DOCG “Vigna Boschi”: perché ci piace
La dicitura “Vigna Boschi” non è soltanto il nome di questo vino Fiano di Avellino DOCG, ma una menzione di vigna riconosciuta dalla Regione Campania. Significa che le uve utilizzate per questo Fiano provengono dallo specifico vigneto Boschi e che la loro tracciabilità viene mantenuta separata durante le fasi previste dalla normativa. È un elemento che rende più precisa e riconoscibile l’origine del vino.
Il vigneto si trova nella zona collinare di Candida, a circa 400 metri sul livello del mare. Le viti sono allevate a spalliera con potatura Guyot e presentano una densità di 1.900 piante per ettaro. La vendemmia viene effettuata manualmente in cassette durante la prima decade di ottobre.
Dopo la diraspatura, le uve vengono sottoposte a una macerazione pellicolare di circa 24 ore a 5-6 °C, seguita da pressatura soffice e decantazione naturale. La fermentazione avviene a temperatura controllata; il vino prosegue poi l’affinamento in acciaio con bâtonnage per tre mesi, prima dell’imbottigliamento.
Grazie alla sua struttura può essere apprezzato giovane oppure conservato per seguirne l’evoluzione. Si abbina a primi piatti di mare, pesce al forno, crostacei, molluschi, carni bianche e formaggi freschi o di media stagionatura. Si consiglia di servirlo a circa 10 °C in un calice a tulipano ampio.
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Produzione certificata SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata – per vigneti gestiti secondo standard controllati e una scelta più consapevole, attenta all’ambiente e alla qualità delle uve.
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Franco D. –
Cercavo un buon Fiano e mi sono imbattuto in questo di Bellaria che devo dire ha soddisfatto pienamente le mie aspettative. Elegante, equilibrato e facile da abbinare. Ottimo anche il confezionamento.