Vino bianco ancestrale “Nūro”: perché ci piace
Nūro nasce dall’incontro tra quattro varietà tradizionalmente coltivate nel territorio irpino: Coda di Volpe, Greco, Fiano e Falanghina. La vinificazione con le bucce consente al vino di acquisire colore, struttura e una maggiore consistenza gustativa, mostrando un volto diverso e meno immediato delle uve bianche.
Il mosto rimane a contatto con le bucce per circa 8-9 giorni e fermenta senza l’aggiunta di lieviti selezionati. Terminata la macerazione, completa la fermentazione in damigiane di vetro da 54 litri. La sedimentazione avviene naturalmente e il vino viene imbottigliato senza filtrazione, conservando la propria integrità e una possibile velatura naturale.
La definizione “vinificazione ancestrale” richiama il recupero di un metodo antico di produzione del vino bianco, basato sulla fermentazione del mosto insieme alle bucce. La stessa attenzione a limitare gli interventi guida anche il lavoro in vigna: Miér Vini adotta la lotta integrata, pratica il sovescio, gestisce l’erba con lavorazioni manuali e meccanizzate e non utilizza glifosato.
La struttura e la lieve componente tannica rendono Nūro capace di accompagnare con naturalezza l’intero pasto, dall’aperitivo agli antipasti, dai primi piatti alle preparazioni di pesce, fino alle carni bianche e ai formaggi. Si consiglia di servirlo a una temperatura di 12-14 °C, evitando temperature troppo basse che ne limiterebbero l’espressione aromatica.
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Claudio Intorcia –
Non avevo mai provato un bianco macerato come questo e mi ha davvero sorpreso. Ha un carattere particolare ma rimane molto piacevole da bere, con profumi che cambiano nel calice. è uno di quei vini che incuriosiscono fin dal primo sorso